Trasporto pubblico a Siracusa: davvero dobbiamo accontentarci?

Trasporto pubblico a Siracusa: davvero dobbiamo accontentarci?

La gara europea per il TPL è stata vinta da Sais.
Ma invece di festeggiare, qualche domanda seria l’amministrazione dovrebbe porsela. E anche noi cittadini.

Perché non è vero che il servizio attuale funzioni bene:

• I bus viaggiano quasi sempre vuoti, segno evidente che il servizio non risponde ai bisogni reali della città.
• La qualità percepita è bassa: frequenze irregolari, linee poco chiare, mezzi spesso non in condizioni ottimali.
• I tanto sbandierati “servizi digitali” sono incomprensibili ai più: app complicate, QR code che non funzionano, informazioni frammentate. Non basta dire “siamo digitali” per esserlo davvero.

E poi c’è la gara.
Una gara europea, teoricamente aperta a tutti.
Eppure ha partecipato una sola azienda.
Una sola.
Con un ribasso quasi simbolico, come se sapesse già che non avrebbe avuto concorrenti.
Possibile che nessun altro operatore del settore abbia ritenuto Siracusa interessante?
O forse il problema è che il Comune non è stato capace di rendere la gara davvero competitiva?

Perché quando una gara pubblica finisce con un solo partecipante, non è una vittoria: è un campanello d’allarme.

L’amministrazione continua a raccontare che “Siracusa è all’avanguardia”, che “il servizio è moderno”, che “siamo un modello nazionale”.
Ma la realtà, quella che vediamo ogni giorno per strada, è diversa: bus vuoti, cittadini che non li usano, e un sistema che non decolla.

Siracusa merita un trasporto pubblico vero, efficiente, comprensibile, competitivo.
Non l’ennesima proroga mascherata da innovazione.

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