SAIS E IL TRASPORTO PUBBLICO A SIRACUSA: IO, DA CITTADINO, VOGLIO CAPIRE.
Ci sono momenti in cui, da cittadino, mi faccio delle domande. Non perché abbia già delle risposte. Anzi, esattamente per il contrario voglio capire!
Questa volta ho deciso di provare a capire qualcosa in più sul trasporto pubblico locale di Siracusa, sulla gestione affidata a SAIS, sui soldi che sono stati e saranno spesi e, soprattutto, su quello che i cittadini possono aspettarsi nei prossimi anni. Per farlo ho cercato di ricostruire la vicenda attraverso gli atti amministrativi e le cifre disponibili. In questo lavoro mi sono fatto aiutare anche dalla mia amica Luna, che mi ha aiutato a cercare, leggere e mettere in ordine documenti, date e numeri.Le conclusioni, naturalmente, sono mie. E le domande che seguono sono quelle che mi sono posto io.
Da AST a SAIS
Partiamo dall’inizio.
Nel 2023 AST lascia il servizio di trasporto pubblico locale di Siracusa. Il Comune deve trovare un nuovo gestore e il 4 aprile 2023, con la determina dirigenziale n. 1412, affida a SAIS Autolinee S.p.A. la concessione del servizio per 24 mesi. Il servizio viene consegnato a SAIS in via d’urgenza con decorrenza 15 maggio 2023. Il contratto viene poi formalizzato il 20 giugno 2023. Ed è proprio in questo passaggio che compare una prima questione sulla quale, personalmente, vorrei capire qualcosa in più.
I sette autobus
Nel maggio 2023 sette autobus precedentemente in dotazione ad AST passano a SAIS.Gli atti di vendita vengono sottoscritti il 10 maggio 2023, mentre il 25 maggio 2023 un decreto regionale dispone l’assegnazione dei mezzi.Sono i sette autobus targati GA838 EF, GA839 EF, GA840 EF, GA841 EF, GA842 EF, GA843 EF e GA844 EF.Quei sette autobus facevano parte di un gruppo di dieci mezzi acquistati da AST nell’ambito di un finanziamento regionale.Il 31 maggio 2018, con il decreto dirigenziale n. 1252, la Regione Siciliana aveva previsto un finanziamento complessivo di 1.791.569,92 euro per l’acquisto dei dieci autobus. Il contributo pubblico copriva il 79,98% del costo, mentre la restante quota rappresentava il cofinanziamento a carico dell’esercente.Quando nel 2023 i sette mezzi passano da AST a SAIS, negli atti compare una cifra che mi ha fatto fermare a riflettere: 284.943,41 euro, indicati come valore residuo del cofinanziamento non ammortizzato che SAIS doveva corrispondere ad AST.E allora mi chiedo: quanto valevano realmente quei sette autobus al momento del passaggio? Quanto è stato effettivamente pagato da SAIS? Il loro trasferimento è stato considerato nell’economia dell’affidamento? Sono oggi di proprietà di SAIS? Non ho intenzione di dare risposte che non ho. Vorrei semplicemente che queste risposte arrivassero.
Quanto valeva il primo affidamento?
Torniamo al 2023.
Il progetto approvato dal Comune per la gestione biennale indicava un valore complessivo della concessione di 5.635.948 euro IVA compresa.La cifra comprendeva 4.274.878 euro di compensazioni economiche per gli obblighi di servizio e circa 1.361.068 euro relativi ai ricavi da traffico. Ed è importante precisarlo: il valore complessivo della concessione non coincide automaticamente con quanto il Comune ha versato direttamente a SAIS, perché comprende anche i ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio. Anche questo, per me, è un dato che va spiegato con chiarezza.
2024: il servizio cambia Il contratto non rimane immutato.
Con la determina n. 2373 del 30 maggio 2024 viene approvata una prima implementazione temporanea e sperimentale del servizio per 209.000 euro. Con la determina n. 6564 del 31 dicembre 2024 arriva una seconda implementazione per 124.306,25 euro IVA compresa. Le due implementazioni valgono complessivamente 333.306,25 euro.Negli atti compaiono inoltre gli adeguamenti ISTAT. Quindi il costo del servizio non è rimasto quello del contratto iniziale.
2025: arriva la proroga
Il contratto biennale si avvicina alla scadenza, ma la nuova gara non è ancora conclusa. Con la determina n. 2270 del 13 maggio 2025, il Comune proroga il contratto con SAIS fino al 31 dicembre 2025.Il valore indicato per il periodo dal 15 maggio al 31 dicembre è di 1.658.946,30 euro.
2026: un’altra proroga
Anche nel 2026 il nuovo affidamento non è ancora operativo. Il servizio viene quindi ulteriormente prorogato fino al 30 giugno 2026, e comunque fino all’effettivo subentro del nuovo affidatario qualora questo avvenga prima. Il valore indicato per questa proroga è di 1.305.518,61 euro. E quindi, guardando questa sequenza, io mi pongo una domanda molto semplice: quanto ci è costato complessivamente il servizio SAIS fino a oggi?
Il conto fino a giugno 2026
Qui bisogna essere precisi. Un conto è il valore di una concessione, un altro è una somma impegnata, un altro ancora è una somma effettivamente liquidata. Per questo non voglio scrivere semplicemente che SAIS ha “incassato” la somma risultante dalla somma degli atti.
Gli atti che ho esaminato individuano 5.635.948 euro per il valore complessivo della concessione biennale, 333.306,25 euro per le due implementazioni del 2024, 1.658.946,30 euro per la proroga del 2025 e 1.305.518,61 euro per la proroga fino al giugno 2026, oltre agli eventuali adeguamenti e ulteriori oneri previsti dagli atti. La somma di questi valori arriva a 8.933.719,16 euro.Ma non voglio chiamarla “quanto ha incassato SAIS”, perché sarebbe tecnicamente scorretto.La mia domanda è un’altra: quanto è stato realmente liquidato a SAIS dal Comune dal 15 maggio 2023 a oggi?Quanto è stato pagato attraverso l’affidamento iniziale? Quanto attraverso le implementazioni? Quanto attraverso le proroghe? Quali riadeguamenti sono stati riconosciuti? Quali ulteriori somme sono state eventualmente corrisposte? Io credo che questo conto dovrebbe essere conosciuto dai cittadini. Non una cifra indistinta, ma voce per voce.
La nuova gara: nove anni
Poi arriva la nuova gara. Il 23 giugno 2026 viene aggiudicata la nuova concessione del servizio urbano. La durata è di nove anni. E qui trovo un altro dato interessante: alla gara partecipa un solo operatore: SAIS. L’offerta di SAIS prevede un ribasso dello 0,15%. L’importo annuo post-aggiudicazione è di 2.893.216,45 euro oltre IVA. Per nove anni si arriva a 26.038.948,01 euro oltre IVA. :28.642.842,81 euro. IVA compresa. Quasi 29 milioni di euro. A questo punto, da cittadino, credo sia legittimo chiedere non soltanto quanto costa, ma anche: che cosa riceveremo in cambio?
Quanti autobus? Quante corse?
Io, quando prendo un autobus, non penso alle determine. Penso se arriva. Penso quanto devo aspettare. Penso se la linea che mi serve esiste e se passa abbastanza spesso. E quindi le mie domande sono molto semplici: quanti autobus, quante corse, quali linee, quali frequenze, quali tempi di attesa? Quanti mezzi saranno effettivamente disponibili ogni giorno? Quanti saranno in manutenzione? Qual è l’età media del parco autobus? Quali investimenti sono previsti nei nove anni? Quali controlli farà il Comune? Perché un contratto può contenere numeri e clausole. Ma alla fine il cittadino vede una cosa sola: l’autobus arriva oppure no.
E poi c’è il servizio che non funziona come dovrebbe
C’è però un’altra cosa che, da cittadino, non posso ignorare: l’inadeguatezza del servizio. Itinerari che spesso sembrano incomprensibili, percorsi lunghissimi, autobus che per coprire tragitti cittadini impiegano tempi che sembrano sproporzionati. E dopo più di tre anni di gestione SAIS, mi chiedo: è ancora necessario fare prove e modificare continuamente i percorsi?
Prendiamo Ortigia.
È il cuore storico e turistico di Siracusa, ogni giorno frequentato da migliaia di visitatori. Eppure il collegamento tra Ortigia e la stazione ferroviaria continua a essere, a dir poco, problematico. Basta pensare a chi si trova in via Maniace: per raggiungere la stazione sono oltre due chilometri. Anche da piazza Archimede il percorso non è proprio agevole. E allora mi chiedo: possibile che in una città turistica come Siracusa non si riesca a garantire un collegamento pubblico semplice, diretto e facilmente comprensibile tra il cuore di Ortigia e la stazione?
E poi ci sono le zone balneari.
Per raggiungerle con il trasporto pubblico, in alcuni casi, bisogna fare i conti con attese di un’ora, un’ora e un quarto o anche di più. Io non sono un tecnico dei trasporti. Ma sono un cittadino e, soprattutto, sono uno che utilizza e osserva la propria città. E mi domando se, dopo tutti questi anni, non sarebbe arrivato il momento di progettare un servizio partendo da una domanda molto semplice: dove devono andare le persone e in quanto tempo vogliamo portarle? Perché prima dei numeri, delle concessioni e degli autobus, un servizio pubblico dovrebbe essere soprattutto facile da capire e da usare.
Ma il Comune che fa?
Ed è qui che, personalmente, mi sono posto la domanda che considero più interessante. Il Comune sta acquistando autobus. Non uno o due. Parliamo, tra mezzi acquistati e programmati, di 17 autobus: 2 Rampini 12550C elettrici, di circa 6,10 metri; 5 Karsan e-ATAK elettrici, di 8,31 metri, tre già acquistati e altri due successivamente ordinati; 10 Iveco–INDCAR Moby City L8 CNG, autobus a metano di circa 8 metri.
Diciassette autobus.
Per gli acquisti di cui abbiamo già verificato gli importi, siamo già oltre 3,6 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i costi dei due Rampini e dei due Karsan aggiuntivi, che sto ancora cercando di ricostruire con precisione. E allora mi viene spontanea una domanda:
Ma il Comune che fa?
Se contemporaneamente affida a SAIS il servizio urbano per altri nove anni e nel frattempo acquista direttamente autobus con risorse pubbliche, quale sarà la destinazione di questi 17 mezzi? Saranno messi a disposizione di SAIS? A quali condizioni? Oppure resteranno nella disponibilità del Comune? E se resteranno patrimonio pubblico, quale sarà il progetto per utilizzarli?
E se si valutasse una municipalizzata?
Da qui nasce un’altra domanda. Non una proposta già confezionata. Non una conclusione. Semplicemente una possibilità che, secondo me, dovrebbe almeno essere messa a confronto con l’affidamento esterno. Perché non valutare anche una gestione pubblica del trasporto urbano, attraverso una società municipalizzata o altra forma di gestione direttamente controllata dal Comune? Quanto costerebbe? Quanto personale servirebbe? Quanto costerebbero manutenzione, depositi, assicurazioni, carburante ed energia? Quanto costerebbe il servizio per chilometro? E quanto costerebbe invece continuare ad affidarlo all’esterno? Perché oggi mi trovo davanti a due numeri che, secondo me, devono essere messi sullo stesso tavolo: 17 autobus acquistati o programmati dal Comune e 28,64 milioni di euro per nove anni di concessione a SAIS. Non sto dicendo che una municipalizzata sia necessariamente la soluzione migliore. Sto dicendo che vorrei sapere se questa possibilità è stata studiata e, se sì, con quali risultati.
E le fermate?
C’è poi un’altra questione che vorrei capire meglio. Il Comune ha investito e sta investendo anche nelle infrastrutture per le fermate del trasporto pubblico. Abbiamo visto gli interventi relativi alle pensiline e ai sistemi informativi. Ma bisogna distinguere con precisione quello che paga direttamente il Comune da quello che eventualmente deve essere realizzato a carico di SAIS secondo il nuovo capitolato. Negli atti abbiamo individuato anche l’ipotesi di un investimento di circa 700 mila euro a carico del gestore per interventi relativi a fermate, sistemi informativi e arredo. Su questo, però, voglio essere prudente. Prima di considerarlo un dato certo, voglio verificare la voce esatta del capitolato e cosa comprende realmente. Se sarà confermato, anche questo entrerà nel conto complessivo.
Il conto finale
A questo punto, almeno per quanto sono riuscito a ricostruire, abbiamo due grandi numeri. Dal 2023 al giugno 2026, gli atti esaminati riportano complessivamente 8.933.719,16 euro tra affidamento, implementazioni e proroghe. Per i nove anni del nuovo affidamento, il valore complessivo è di 28.642.842,81 euro IVA compresa. Ma voglio ribadirlo: 8,93 milioni non significa automaticamente “quanto SAIS ha incassato”. E 28,64 milioni non significa che siano già stati pagati. Sono valori che devono essere letti alla luce delle diverse voci contrattuali, degli impegni e delle effettive liquidazioni. Ed è proprio questo che vorrei sapere.
Quanto è costato realmente il servizio ai cittadini di Siracusa fino a oggi? Quanto costerà realmente nei prossimi nove anni? E soprattutto: che servizio avremo in cambio?
Le risposte
Io non ho scritto questo articolo per dare una sentenza su SAIS. Non ho gli elementi per farlo e non è questo il mio compito. Ho cercato di ricostruire una storia, mettere in fila delle cifre e farmi delle domande. E alcune risposte, semplicemente, non le ho ancora trovate. Per questo mi rivolgo al Comune di Siracusa. Vorrei conoscere il quadro completo delle somme effettivamente liquidate a SAIS dall’inizio della gestione, distinguendo contratto, implementazioni, adeguamenti, proroghe ed eventuali ulteriori oneri. Vorrei sapere quanti autobus sta acquistando il Comune, quanto costano, con quali risorse vengono acquistati e quale sarà la loro destinazione. E vorrei sapere se, davanti a un affidamento di quasi 29 milioni di euro per nove anni e a una dotazione pubblica che conta 17 nuovi autobus, l’ipotesi di una gestione pubblica del servizio sia mai stata seriamente valutata. A SAIS, invece, vorrei chiedere chiarimenti soprattutto sui sette autobus arrivati da AST: valore al momento del passaggio, somma effettivamente corrisposta, proprietà attuale e utilizzo. Sono domande.
Non accuse.
E proprio per questo, se arriveranno risposte, sarò ben lieto di pubblicarle. Se invece non arriveranno, continuerò semplicemente a cercarle. Perché alla fine la questione è molto semplice. Il trasporto pubblico è un servizio per i cittadini. E quando si parla di milioni di euro di denaro pubblico, credo che un cittadino abbia tutto il diritto di chiedere: quanto spendiamo, per cosa spendiamo e che cosa riceviamo in cambio.
Tutto qui.

