Mamdani vince (anche contro i “suoi”): ma la destra italiana si copre di ridicolo
“Ha vinto Cetto La Qualunque d’America!” — dicono.
Già partiti i commenti indignati, i meme e le profezie apocalittiche.
Ma la verità è semplice: Mamdani ha vinto. E nonostante tutto.
Una vittoria che non era affatto scontata
Aveva contro il candidato Cuomo — indipendente, ma tecnicamente democratico, quindi sostenuto da quella parte del Partito che non lo voleva — E Curtis Sliwa il candidato Repubblicano.
Eppure, è riuscito dove in molti non avrebbero scommesso un centesimo.
Lezione per la destra italiana (che però non la imparerà mai)
Da noi, la destra non perde occasione per fare la morale:
“Non potrà mantenere le promesse.”
“Finirà nel ridicolo.”
Ah, le promesse. Quelle che — giusto per rinfrescare la memoria — Meloni & Co. hanno già dimenticato tra accise, stipendi fermi, pensioni bloccate e accuse a orologeria.
Ma guai a parlarne: loro “rispettano gli elettori”.
“Gli elettori si rispettano”… ma solo i propri
Sì, ma quali elettori?
Quando vincono loro, “il popolo ha sempre ragione”.
Quando vincono gli altri, invece, “il popolo non capisce”.
Comodo, no?
Il ridicolo (quello vero) è già a Roma
Mentre la destra pro Trump pontifica la presidenza americana,
il Governo continua a collezionare figure imbarazzanti tra caso Report, dossier Almasri e gaffe assortite.
Ma tranquilli: il problema, ovviamente, è Mamdani.
Forse è il caso di chiederselo davvero:
il ridicolo è a New York, o è già bello comodo a Palazzo Chigi?

