Siracusa, la provincia con le famiglie più indebitate d’Italia

8.437 euro di esposizione media per famiglia nei confronti di banche e finanziarie. Lo dice l’Ufficio studi della Cgia di Mestre. E allora una domanda me la pongo: com’è possibile che una provincia con tutte le risorse che abbiamo sia arrivata a questo punto?

Siracusa è la provincia italiana dove le famiglie risultano più esposte per il credito al consumo: 8.437 euro medi per nucleo nel 2025, il 4% in più rispetto all’anno precedente e molto sopra la media nazionale di 6.657 euro. Nel dato, è bene precisarlo, non rientrano i mutui per l’acquisto della casa.

E qui comincia la mia riflessione. Perché non stiamo parlando di una provincia senza risorse. Abbiamo avuto e abbiamo ancora un grande polo industriale e di raffinazione; abbiamo avuto un’agricoltura importante, la pesca e una marineria che per decenni hanno rappresentato colonne della nostra economia. Oggi abbiamo anche il turismo, con presenze e numeri che continuano a crescere. Industria, agricoltura, pesca, turismo: quanta ricchezza abbiamo prodotto e continuiamo a produrre?

Eppure siamo primi in Italia per esposizione media delle famiglie verso banche e finanziarie per il credito al consumo. Naturalmente questo non significa che ogni famiglia sia in difficoltà: il credito può servire per acquistare un’auto, un elettrodomestico o affrontare una spesa imprevista. Ma il dato resta lì, ed è un dato che non può essere ignorato.

Perché se l’industria attraversa una fase delicata di trasformazione, se l’agricoltura e la pesca hanno perso peso, se il turismo rischia di produrre soprattutto una ricchezza stagionale e non sempre un reddito stabile per chi vive qui, allora la domanda diventa inevitabile: che fine fa una parte della ricchezza prodotta da questa provincia?

Io non credo che basti continuare a raccontare le nostre potenzialità. Vorrei capire perché una terra con l’industria, l’agricoltura, la pesca e un patrimonio turistico straordinario abbia oggi le famiglie mediamente più indebitate d’Italia. E allora ne aggiungo un’altra, forse ancora più scomoda: la nostra classe politica e dirigente è stata davvero all’altezza della complessità delle sfide che Siracusa ha dovuto affrontare?

Ha saputo trasformare la presenza industriale in sviluppo duraturo? Ha saputo difendere e modernizzare agricoltura e pesca? Sta costruendo un turismo capace di andare oltre la stagione e di trasformare le presenze in lavoro e reddito stabile?

Perché alla fine è questo che mi interessa. Non soltanto quanti turisti arrivano, quanti milioni produce il petrolchimico o quanti visitatori entrano nei nostri siti archeologici. Mi interessa sapere quanto di questa ricchezza rimane nelle tasche delle famiglie siracusane.

Oggi la Cgia ci consegna un numero: 8.437 euro di esposizione media per famiglia. Siracusa è prima in Italia. E forse, prima di festeggiare l’ennesimo record di presenze turistiche, dovremmo cominciare a chiederci perché la ricchezza della nostra terra non riesca a trasformarsi in altrettanto benessere per chi ci vive.

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