A Siracusa parcheggiare sulle strisce blu è ormai parte della quotidianità. A prima vista possono sembrare pochi euro, ma per chi è costretto a utilizzare l’auto tutti i giorni diventano una spesa importante alla fine del mese. E allora la domanda è semplice: quanto incassa realmente il Comune dalla gestione della sosta e dei parcheggi e, soprattutto, che fine fanno questi soldi?
Dai dati che siamo riusciti a reperire emerge una crescita significativa degli introiti: 2019 circa 1,7 milioni di euro; 2020 circa 800 mila euro; 2021 circa 1,3 milioni; 2022 oltre 2 milioni; 2023 oltre 2,3 milioni. Per il 2024, nel bilancio di previsione risultano 3,5 milioni di euro alla voce “proventi da parcheggi custoditi e parcometri”, ai quali si aggiungono 400 mila euro previsti per il checkpoint dei bus turistici. Ma attenzione: previsione, accertamento e riscosso non sono la stessa cosa. Per questo vogliamo arrivare al dato più importante: quanto è stato effettivamente riscosso e quanto è realmente entrato nelle casse comunali. La domanda, però, non è soltanto economica. È anche una questione di servizi. Se dalla sosta arrivano milioni di euro, perché molti parcheggi della città continuano a presentarsi sporchi, trascurati e senza una manutenzione che sia all’altezza di una città turistica? Basta guardare
il Talete, dove pulizia e decoro sono spesso lontani da quello che ci si aspetterebbe, oppure il parcheggio Santa Lucia, che presenta condizioni di abbandono che finiscono per dare un’immagine mortificante della città. E viene spontaneo chiedersi: che fine fanno i soldi pagati ogni giorno dagli automobilisti? C’è poi un altro aspetto: la qualità del servizio. Quando è arrivata l’attuale amministrazione, a Siracusa esisteva un sistema che permetteva, attraverso i pannelli elettronici, di conoscere la disponibilità dei posti, anche a piazzale Marconi. Al Talete, quando i posti erano esauriti, il sistema impediva l’ingresso di altri automobilisti. Un servizio semplice, ma utile: prima di entrare si poteva sapere se c’era posto. Oggi il sistema è cambiato. Ci sono i parcometri e, nei parcheggi, il pagamento deve essere effettuato prima di sapere con certezza quanto tempo si resterà. In precedenza, invece, in alcune strutture il pagamento avveniva all’uscita, attraverso la lettura della targa, pagando quindi esattamente per il tempo effettivamente utilizzato.E c’è anche il confronto con altre città. A Siracusa il costo della sosta non appare particolarmente contenuto, soprattutto per chi deve utilizzare l’auto quotidianamente. A Catania, per esempio, esistono servizi e sistemi di mobilità più articolati. Il confronto non serve a dire che tutto funzioni perfettamente altrove, ma a porsi una domanda: se il cittadino paga, riceve un servizio adeguato a quello che paga?
E SE LA GESTIONE PASSASSE AI PRIVATI?
Nel 2025 il Comune ha inserito nei propri strumenti di programmazione
l’affidamento in concessione del servizio di gestione della sosta e dei parcheggi. Una scelta che merita una riflessione, soprattutto alla luce degli introiti che questo servizio è in grado di generare. Non si tratta di essere contrari, per principio, alla gestione privata. Ma quando un servizio produce milioni di euro di entrate, prima di affidarlo a un concessionario sarebbe opportuno valutare con estrema attenzione quale sarà il beneficio per la città. Perché se oggi queste risorse entrano nelle casse comunali, una concessione potrebbe comportare, a seconda delle condizioni economiche dell’affidamento, una minore disponibilità di risorse per il Comune e quindi per i cittadini. La domanda, dunque, è semplice: conviene davvero ai siracusani rinunciare alla gestione diretta di un servizio che genera entrate importanti? Prima di prendere una decisione, sarebbe doveroso conoscere con chiarezza tutti i numeri: quanto incassa oggi il Comune, quanto costa il servizio e quanto potrebbe rimanere alla città con una gestione affidata a terzi. Perché le entrate della sosta non sono semplicemente numeri di bilancio. Sono soldi che arrivano dalle tasche dei cittadini e dei visitatori e che dovrebbero tornare alla collettività attraverso servizi, manutenzione e qualità urbana. Parliamo di strisce blu, Talete, Molo Sant’Antonio, Von Platen, Mazzanti, Elorina e delle altre aree di sosta, oltre agli introiti derivanti dai bus turistici. Non partiamo da una posizione preconcetta. Chiediamo semplicemente che prima delle scelte vengano messi sul tavolo tutti i numeri. Quanto incassa il Comune? Quanto costa gestire la sosta? Quanto rimane realmente nelle casse pubbliche? E soprattutto: che cosa ricevono in cambio i cittadini? Perché pagare per parcheggiare può essere anche giusto. Pagare senza vedere un servizio adeguato, una manutenzione costante e strutture decorose è un’altra cosa. E prima di rinunciare a una fonte importante di entrate per la città, forse sarebbe il caso di chiedersi se sia davvero questa la scelta più conveniente per Siracusa e per i siracusani.

