SINDACO ITALIA, SE LA SFIDUCIA NON PASSA, (COME SPERA) PROMETTA CHE NON SI DIMETTERÀ PER FARE IL DEPUTATO!

Il 18 novembre il Consiglio comunale discuterà la mozione di sfiducia nei confronti di Francesco Italia. Quattordici consiglieri l’hanno sottoscritta, altri due si sono aggiunti. Per approvarla serviranno venti voti. Il sindaco, intanto, sostiene che una sua eventuale sfiducia o le sue dimissioni provocherebbero un grave danno alla città: Siracusa resterebbe senza guida, arriverebbe un commissario e i progetti rischierebbero di fermarsi. Un ragionamento che merita una domanda, però. Se davvero Italia pensasse di lasciare Palazzo Vermexio tra sei mesi per tentare la strada delle elezioni politiche e candidarsi alla Camera, cosa succederebbe in quel caso? Siracusa non resterebbe comunque senza sindaco? Non arriverebbe ugualmente un commissario? I progetti non rischierebbero di fermarsi lo stesso? Oppure il problema esiste soltanto quando a mandarlo a casa sono i consiglieri comunali? Ecco la contraddizione che vorremmo fosse spiegata ai cittadini. Se la sfiducia non dovesse passare e Francesco Italia restasse al suo posto, gli chiediamo una promessa pubblica: giuri ai siracusani che non si dimetterà nei prossimi mesi per candidarsi alle elezioni politiche. Perché non si può sostenere oggi che lasciare il Comune sarebbe irresponsabile e poi domani decidere autonomamente di farlo per inseguire una nuova opportunità politica. La città non può diventare una sala d’attesa per le ambizioni personali di nessuno. E soprattutto, sindaco, se ritiene di aver amministrato bene, perché ha così paura di una sfiducia? Se invece ritiene che il suo mandato sia arrivato al capolinea, abbia almeno il coraggio di dirlo.

La poltrona non è una proprietà personale. E Siracusa non è un trampolino di lancio.

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