Il teatro Greco di Siracusa e l’uso improprio da parte dalla Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico

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Mi dispiace, anche se impegnato in altra coalizione, (quella di Paolo Reale) per essere chiari, mi ero illuso che i candidati e le liste a loro collegate, che si sono misurate al ballottaggio fossero il meglio che il panorama politico cittadino potesse esprimere. Purtroppo credo di essermi sbagliato. Le affermazioni in materia di spettacoli, non inteso come associazionismo ma come “mestiere” dell’assessore Italia, peraltro uno dei più simpatici della Giunta Garozzo, mi hanno lasciato per così dire perplesso. L’affermazione che ha suscitato la mia perplessità è la seguente: “ il Comune non può contribuire onerosamente all’organizzazione di eventi spettacolari ma darà come contributo l’uso gratuito dei siti”. Mi chiedo, quali sarebbero questi siti? Lo spettacolo per “mestiere” mette in conto che chi lo organizza può incorrere nel rischio di rimetterci. Ma questo a Siracusa diventa una certezza. Per esempio, se parliamo di Catania, Taormina, Messina, Agrigento e Palermo, gli operatori-organizzatori privati, agiscono in siti capaci di ospitare migliaia di spettatori che consentono di organizzare eventi di tutti i tipi dal Balletto Classico, all’Opera Sinfonica, dal Pop al Rock. Operatori-organizzatori che rischiano producendo da loro senza contributi pubblici, spettacoli ed eventi vari. Voglio chiarire a chi ne fosse interessato; l’unico sito che a Siracusa si presterebbe a tutto questo, è il Teatro Greco. Questa estate non si parlava d’altro del perché a Siracusa non vi fosse una stagione estiva al pari delle altre province siciliane. Questo potrebbe essere uno dei motivi.

Il teatro greco di Siracusa, più volte oggetto di accese dispute, uso si, uso no. Ma il più delle volte non si riesce a capire il perché del vero e proprio “tappo” che si attiva al solo annunciare un evento che si dovrebbe svolgere nel prezioso monumento sul Colle del Temenite. Di seguito provo a spiegarne le motivazioni:

1. Il teatro viene impegnato quasi esclusivamente dalla Fondazione INDA, in quanto tutto l’allestimento, palco/pedana, camerini, posti cavea, sono interamente realizzati dalla fondazione stessa con materiali propri e con proprio personale.

2. Tutti i servizi sia per il pubblico sia per i visitatori sono, o realizzati o ripristinati sempre dalla Fondazione.

3. Anche i servizi igienici sono ripristinati e manutenuti dalla Fondazione, il diserbo, l’impianto antincendio, l’illuminazione di servizio, gruppo elettrogeno, gruppo di sollevamento e spinta per l’acqua necessaria per l’impianto antincendio, la fornitura elettrica e addirittura la fornitura di acqua potabile sono sempre a nome e per conto della Fondazione.

Questo potrebbe sembrare agli occhi dei siciliani, un giusto prezzo da pagare per l’uso dell’antico teatro….. ma; il perdurare negli anni di questa singolare procedura a fatto si che, chiunque, volesse utilizzare il teatro per eventi, si trova a discutere con una miriade di interlocutori:

1. L’Assessorato Regionale ai BB.CC.,

2. La Soprintendenza ai Beni Culturali,

3. La Direzione del Parco Archeologico della Neapolis,

4. La Fondazione INDA.

Si capisce bene, che diventa un’impresa per chiunque si voglia cimentare in quello che è anche un lavoro per tanti addetti e che in assenza di congrui contributi pubblici è sicuramente destinato a perdite anche importanti da parte dei produttori.

Se a questo uniamo che sulla disponibilità del teatro l’ultima parola spetta alla Fondazione INDA, che essendo proprietaria dell’agibilità di Pubblica Sicurezza, e dei servizi tutti, stabilisce prezzi per l’uso delle proprie attrezzature a dir poco inarrivabili. L’ultimo evento organizzato al teatro greco al di fuori della Fondazione, è stato un concerto di Claudio Baglioni, dove il costo dell’artista era di € 100.000 ed il costo del teatro è stato di €.70.000 così suddivisi: 35.000 € alla Fondazione INDA, 35.000 € alla Soprintendenza. Tenendo conto che a questo costo va aggiunto il personale di accoglienza,(Maschere, Hostess, Servizio di Sicurezza, assistenza ai diversamente abili), Vigili del Fuoco del Fuoco, personale sanitario (ambulanza, medico, servizio di primo soccorso e parasanitari).

Aggiungerei che la disponibilità del sito, non è celere, Si, o No! Ma si aspetta che tutti gli attori in campo si mettano d’accordo, creando un’attesa infinita il che inficia la riuscita stessa dell’evento.

Inoltre il Teatro Greco di Siracusa, ha un’agibilità di “soli” 6.000 spettatori così suddivise: 2.750 posti numerati, (compresi gli omaggio, che a Siracusa sono una vergogna), di cui 450 in fascia A, B, C, i 2.300 restanti sia in fasce laterali o nella parte centrale medio alta del sito. Gli altri 3.250 posti sono situati nel cosiddetto settore “S” (superiore), che non è adatto a posti numerati quindi di fascia popolare, quindi a un costo di biglietto “popolare”. Nessuno chiede contributi onerosi, ma delle possibilità di poter operare con le stesse possibilità delle organizzazioni catanesi o palermitane.

Per ovviare queste difficoltà, l’unica via sarebbe che la Regione, titolare del bene, se ne riappropriasse. Lei, la Regione stessa, della gestione e dell’allestimento del Teatro. Potrebbe quindi poi concederlo in locazione ANCHE alla Fondazione INDA, facendo pagare un canone suddiviso per il costo e per le giornate che la Fondazione lo impegnerebbe. Così facendo la Regione non avrebbe costi straordinari e resterebbe gestore del bene, come per esempio fa il Comune di Verona per l’Arena.

Oltre al fatto che il teatro potrebbe essere utilizzato e gestito direttamente dalla Regione che così facendo, non solo offrirebbe un servizio, ma si farebbe portatore di una vera e propria “Rivoluzione”, dando la possibilità nei mesi estivi, successivi alle Rappresentazioni Classiche, di mettere in moto un volano economico per la città, la sua provincia, per la regione, ampliando l’offerta turistica di cui abbiamo tanto bisogno.

Questa potrebbe essere una scommessa da giocare da parte della Regione Siciliana, che così facendo ritornerebbe a fare “l’Amministratore” dimostrando di non avere paura di misurarsi con il mercato, e gestire per conto dei propri concittadini i Beni che i siciliani hanno messo nelle mani dei propri rappresentanti, e che per loro conto, e per nessun altro devono amministrare. Ci si pensi adesso e per tempo, se si vuole uscire dallo stato di torpore che avvolge la nostra città. Magari così la prossima estate non si sentirà dire …. Perché a Siracusa nessuno fa niente? Siracusa una città dormitorio, una pizzeria a cielo aperto.

Umberto Guidi

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