Il Signore degli Industriali & gli Industriali del NO

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Il capo di Confindustria Carlo Bonomi, ha ingaggiato una dura battaglia contro il Reddito di Cittadinanza, Quota Cento e al salario minimo garantito. Ma anche una strenua resistenza al Decreto antidelocalizzazioni, cioè sanzioni a carico di quelle imprese che decidono di delocalizzare per spostarsi in Stati più convenienti dal punto di vista fiscale. Licenziando maestranze e abbandonando interi territori. Parecchie sono in Italia  le vicende ancora aperte come: Embraco, Candy, Honeywell e molte altre. Tiepido su prese di posizione come la sicurezza, il lavoro nero, l’evasione fiscale. Certo lui fa il suo mestiere di difensore degli industriali, (una volta si chiamavano Padroni), ma di contro non vedo chi fa il “mestiere” di difensore dei lavoratori. I sindacati che negli anni,  hanno solo difeso la posizione dei garantiti e si è trasformato in un sindacato di pensionati e CAF, per il disbrigo pratiche. Chi dovrebbe difendere i lavoratori, i disoccupati?  A chi il compito di rimettere ordine nel cosiddetto “lavoro a tempo determinato”? Dopo la deregulation introdotta dai Governi di centro destra con Berlusconi e centro sinistra con Renzi? Mentre le altre nazioni, con esse la Germania, si avviano a stabilire il reddito minimo garantito a tredici euro l’ora e di ridurre le ore di lavoro settimanale a trenta ore a parità di salario. In Italia si resiste contro il reddito orario minimo garantito e alla riduzione dell’orario di lavoro. Perché?  Perché a mio modestissimo avviso, abbiamo una classe imprenditoriale rapace, che non si spende per una crescita futura, ma per monetizzare subito magari con sconti sulle tasse, e deregulation sulle assunzioni facendo leva su assunzioni di precari e non garantiti. Non capiscono che se crescono gli stipendi ci sarà più gente che spende? e se la gente spende di più chi incassa di più? Loro! ma si dovrebbero impegnare, investire, creare occasioni e concorrenza. Questo, secondo me frena questa classe dirigente che negli anni, in larga parte certamente non tutti,  ha solo saputo chiedere allo Stato deroghe e favori. Il PNRR potrebbe dare una mano a rimettere ordine.  Far si che anche in Italia ci sia  un capitalismo che si occupi della sicurezza sui posti di lavoro. Che paghi le tasse, insomma un capitalismo giusto, moderno, che rispetti le persone. Basta battaglie di posizione come quella sul reddito di cittadinanza, è vero,  lo hanno percepito in parte anche chi non ne aveva diritto, ma questo giustificherebbe un più incisivo controllo degli organi preposti, non un “buttiamo l’acqua sporca con il bambino”.

Umberto Guidi

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