SIRACUSA, IL GIOCO DELLE TRE CARTE: AZZERA LA GIUNTA, RIMETTE GLI STESSI E… ABBIAMO SCHERZATO!

Il sindaco Francesco Italia chiede le dimissioni degli assessori, azzera la Giunta, fa pensare a una svolta e poi che fa? Richiama Bandiera, Porto, Aloschi e Casella. Coppa, invece, non si era mai mosso. E diversi dei nomi riconfermati fanno riferimento a Grande Sicilia, l’area politica che fa capo a Giuseppe Carta, sindaco di Melilli e deputato regionale. Insomma, un grande movimento per ritrovarsi quasi al punto di partenza. Il gioco delle tre carte: si mescola, si gira, si crea suspense e alla fine le carte vincenti sono sempre le stesse! Come si direbbe a Baccarat: «Un per l’altro! Abbiamo scherzato!»

Ma qui la commedia si fa ancora più interessante. L’onorevole Luca Cannata aveva chiesto a Carta e a Grande Sicilia di sostenere la sfiducia al sindaco, anche per evitare una rottura nel centrodestra. Ma Grande Sicilia non ha seguito quella linea e gli assessori riconducibili alla sua area sono stati riconfermati. Cannata chiede a Carta di scegliere da che parte stare, ma Carta, almeno per ora, sembra aver già scelto: la sua componente resta dentro l’amministrazione Italia. E allora viene da chiedersi: chi conduce davvero il gioco? Il sindaco che nomina gli assessori o chi, con il peso della propria componente, può condizionarne le scelte?

Italia, dopo aver annunciato l’azzeramento, ricompone gli equilibri e riparte da una squadra che conserva molti dei nomi precedenti. Altro che svolta! Vien quasi da canticchiare «In ginocchio da te»! Ma fino a quando durerà questo rapporto? Fino a quando Carta deciderà di tenere accesa la luce verde? Perché, a guardare la scena, sembra quasi che il sindaco debba passare da Melilli per garantirsi la sopravvivenza politica a Siracusa.

E non è finita. C’è anche chi in Consiglio comunale si era sperticato nell’elogio di Italia e oggi si dichiara pronto a votare la sfiducia. Come mai questo improvviso cambiamento? Non è piaciuta la mossa del sindaco? Qualcuno si aspettava magari una chiamata, una proposta, un coinvolgimento nel nuovo assetto? Oppure la sfiducia è una carta da sventolare, tanto poi non passa e si può comunque recitare la parte di chi ha contestato il primo cittadino? Sono ipotesi, naturalmente, non certezze sulle intenzioni di nessuno. Ma le giravolte politiche meritano spiegazioni.

E Giuseppe Carta? Se la sua componente continua a sostenere l’amministrazione, non può rivendicare soltanto il peso politico delle proprie scelte e sottrarsi alla discussione sulle conseguenze. Carta ha tutto il diritto di mantenere le sue alleanze, ma se sceglie di tenere in piedi questa amministrazione si assume anche una responsabilità politica per ciò che essa fa e per ciò che non fa. Una responsabilità ancora più rilevante mentre Siracusa è scossa dall’inchiesta Nexus e i cittadini chiedono trasparenza e risposte. Le responsabilità giudiziarie spettano alla magistratura; quelle politiche si misurano anche attraverso le decisioni pubbliche.

Il risultato? Un sindaco che sembra dover fare i conti con il peso politico di Carta per reggere la propria maggioranza, un alleato che ne mantiene il sostegno e un centrodestra che si spacca proprio mentre discute di mandarlo a casa. Un bel capolavoro di confusione politica! E Siracusa? Sempre sullo sfondo, come se fosse una comparsa nella partita delle poltrone.

Se si azzera una Giunta, si spieghi perché. Se si cambia, si dica che cosa cambia. Se si minaccia la sfiducia, si chiarisca su quali ragioni politiche si fonda. E se si decide di sostenere Italia, lo si dica apertamente, assumendosene la responsabilità. Perché il Comune non è un tavolo da gioco, gli assessori non sono carte da mescolare a piacimento e la città non è proprietà di nessuna corrente politica.

  1. Alla fine, però, la battuta resta sempre quella: «Un per l’altro! Abbiamo scherzato!» Peccato che questa volta non si giochi con fiches e gettoni. Si gioca con il futuro di Siracusa. E il conto, come sempre, rischiano di pagarlo i cittadini.
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